Negli ultimi anni il concetto di accessibilità è diventato centrale in molti settori, dall’architettura al web design, fino all’editoria. Ma cosa significa “accessibilità” quando si parla di libri scolastici? E perché è una questione così urgente, soprattutto nel contesto educativo? Vediamo le novità in arrivo anche con il “European Accessibilità act”.
Che cosa significa accessibilità?
Accessibilità significa garantire che ambienti, strumenti, prodotti e servizi siano fruibili da tutte le persone, comprese quelle con disabilità temporanee o permanenti. È un principio che riguarda non solo l’inclusione, ma anche la qualità e la responsabilità sociale nella progettazione di ogni bene culturale e formativo.
L’accessibilità nell’editoria scolastica
In ambito scolastico, l’accessibilità si concretizza nella creazione di libri di testo, risorse digitali e materiali didattici utilizzabili da tutti gli studenti, indipendentemente dalle loro condizioni fisiche, cognitive o linguistiche. La progettazione accessibile parte da scelte grafiche consapevoli:
- Testi allineati a sinistra, con caratteri senza grazie (come Verdana), interlinea ampia e spaziature regolari.
- Immagini coerenti con il contenuto, usate per spiegare, non solo decorare.
- Mappe concettuali e schemi che aiutano la comprensione globale.
- Lessico chiaro, con glossari integrati.
- Pagine ordinate, senza eccessivo affollamento di elementi.
- Orientamento facilitato all’interno del libro.
- Materiali digitali accessibili, come audiolettura e strumenti compensativi.
Queste buone prassi riducono il lavoro di adattamento da parte dei docenti e favoriscono l’inclusione degli studenti con BES, DSA o con fragilità temporanee.
Accessibilità e inclusione: un binomio inseparabile
L’accessibilità è la condizione strutturale che rende possibile l’inclusione scolastica. È il prerequisito che consente a ogni studente di partecipare pienamente al processo educativo. Quando i libri di testo e i contenuti digitali sono progettati secondo criteri accessibili, la scuola diventa realmente capace di accogliere le differenze e valorizzarle come risorsa.
Le criticità ancora da affrontare
Nonostante i progressi, esistono ancora numerose sfide:
- Scarsa formazione sul tema tra autori, redattori e sviluppatori.
- Disomogeneità tra le case editrici, con piccole realtà spesso escluse dai processi.
- Mancanza di standard comuni ben conosciuti lungo tutta la filiera produttiva.
- Sovraccarico informativo nelle pagine, che ostacola anziché facilitare la comprensione.
Il ruolo dell’European Accessibility Act (EAA)
La Direttiva (UE) 2019/882 sull’accessibilità dei prodotti e dei servizi (EAA) entrerà in vigore a pieno regime dal 28 giugno 2025. Stabilisce obblighi specifici anche per l’editoria digitale:
- Gli e-book devono essere compatibili con tecnologie assistive, navigabili e fruibili da utenti con disabilità.
- I portali e-commerce che vendono libri (cartacei e digitali) devono essere accessibili, salvo le microimprese (meno di 10 dipendenti e fatturato annuo <2 milioni di euro).
- Le piattaforme scolastiche che erogano contenuti educativi online dovranno adeguarsi a precisi standard tecnici.
Come evidenziato dalla Fondazione LIA, l’applicazione dell’EAA implica un cambio di paradigma:
l’accessibilità non è più una scelta etica opzionale, ma un obbligo normativo europeo.
Verso un’editoria scolastica davvero accessibile
In Italia cresce il numero di editori, anche medio-piccoli, che aderiscono alla Fondazione LIA e sviluppano cataloghi accessibili. L’accessibilità si rivela non solo una responsabilità, ma anche un investimento strategico: i libri accessibili sono più usabili, scalabili e adatti a un pubblico più ampio.
L’accessibilità, quindi, è una sfida culturale oltre che tecnica. Ma soprattutto è una via per fare dell’istruzione uno spazio aperto, democratico e inclusivo.